Dalle recensioni
Oliver l’esordio editoriale di Mariella Musitano di Raffaele Mario Caldana www.noidi.it
Oliver, un vecchio olivo, è l’unico “personaggio” reale di questo romanzo.
Già, perché, come la stessa autrice ha confermato, a dispetto dello stringente realismo di cui è permeata la narrazione, di romanzo si tratta.
Il libro, con forte connotazione epistolare, è avvincente come un “giallo” pur non potendosi definire né giallo né romanzo epistolare:
Con più proprietà è la storia di un’amicizia; l’amicizia profonda, gratuita tra due giovani ragazze: Meri e Francesca.
È la storia di un’amicizia che, pur sorta tra due persone molto dissimili, trova fondamento in una profondissima reciprocità di comprensione ed affetto.
Una telefonata con la quale Francesca annuncia a Meri l’intenzione di uccidersi; la segnalazione, giunta alla polizia, su una giovane dal comportamento alterato che camminava sull’argine dell’Aniene; il ritrovamento di alcuni indumenti accuratamente piagati trovati, sul luogo segnalato, dalla pattuglia di agenti prontamente inviata sul posto: tutto sembra confermare il tragico evento.
Ma Meri, che non può rassegnarsi all’evidenza, riuscirà a sapere cosa veramente è accaduto all’amica?
Che ruolo può avere poi, in una storia sì di affetto ed amicizia ma anche di sofferenza e… di morte, il vecchio Oliver: il solo elemento non fantastico della narrazione?
Ma è opportuno trovare la risposta a questi interrrogativi nella lettura del libro che, ci auguriamo, non rimanga il solo della brava Mariella Musitano.
Recensione di Oliver dal sito www.recensionelibro.it/oliver
“Ti volevo salutare, oggi sono felice, la vita mi ha dato tutto quello che io non le ho chiesto, ma oggi decido io cosa sarà di me domani. Oggi ho deciso che è un bel giorno per morire. Un po’ mi mancherai.”
Di cosa parla “Oliver” di Mariella Musitano
In “Oliver” di Mariella Musitano, il tema principale è un’amicizia molto intensa che lega due ragazze. La protagonista, Meri, riceve una telefonata in piena notte dalla sua migliore amica, la sua compagna d’ infanzia, che le dice di essere felice e che quello è il giorno giusto per morire. Da questa telefonata in poi inizia uno strano gioco, perché Meri comincia a seguire le tracce lasciate dalla sua amica per capire se si è realmente suicidata o è uno dei suoi soliti scherzi. Come un ispettore indaga e cerca di aggrapparsi ad ogni dettaglio per comprendere cosa si nasconde dietro quella telefonata notturna.
Tra dubbi, perplessità, e pochissime certezze, ritorna nel suo passato accorgendosi di non conoscere tante cose della vita della sua amica, e di aver dimenticato tante cose persino di se stessa. Allora legge i vecchi scritti della compagna, trova lettere indirizzate a lei e scopre che si pensa di sapere tutto degli altri, ma alla fine si resta all’oscuro di molte parti di vita, persino degli amici, cose che non vengono svelate, cose che si tengono nascoste, altre che si evitano semplicemente di dire.
La forza di questo romanzo sta proprio nella messa in discussione, nella ricerca disperata della verità e di qualcosa che non si riesce a definire fino in fondo, perché non si capisce se la protagonista cerchi la sua amica o solo se stessa, se analizza il suo tempo e i suoi ricordi o quelli della ragazza scomparsa. O più semplicemente Meri cerca se stessa attraverso l’amica, guardandosi attraverso la sua immagine, il suo silenzio e tutto quello che c’è ancora da capire.
In “Oliver” traspare l’esigenza psicologica di capire, di andare a fondo, di non accontentarsi del pensiero superficiale, di essere concreti e sentirsi realizzati.
Mariella Musitano, Oliver, MJM editore, pp.104 € 9.00
Chi sta veramente cercando la protagonista dell’opera di Mariella Musitano “Oliver”? L’amica del cuore, amica di sempre dalla fanciullezza ma ora così sconosciuta oppure una coscienza di sé che scopre progressivamente e che ora la conduce e la induce ad
importanti svolte nel suo carattere e nella sua vita?
Scorrendo le sue pagine avvertiamo il forte sospetto di trovarci di fronte ad un doppio piano esistenziale, un gioco letterario reso in forma alternatamene narrativa ed epistolare, ideato e condotto dall’Autrice per trovare i lati sconosciuti ed inespressi della sua realtà.
Il tutto appare come un metafisico “On the road” emozionale, sentimentale ma anche fisico alla ricerca della sua amica, che sembra divertirsi ad organizzarle una specie di “caccia del tesoro” con tappe, rimandi e quesiti successivi, ma che sta vivendo purtroppo una
drammatica partita con il suo destino. Percepiamo quindi un contesto di reminiscenze ed echi di film d’autore (Bergman), giochi e sfide tattiche in impossibili battaglie con la morte, immerse e in qualche
modo confortate da visioni oniriche e favolistiche, che dalla prima età accompagnano il sostrato emozionale e sentimentale delle due amiche verso una vita da adulti, come per incorniciare una nuova e crudele dimensione.
In realtà sembra proprio l’affiorare di un concetto tra il
letterario ed il filosofico, la ricerca contemporanea del sé tramite l’altro da sé con passaggi trans-dimensionali tra l’interrogarsi allo specchio dell’anima e il dipanarsi delle proprie vicende umane e personali, vivendo la simbiosi e le angosce di un rapporto quasi gemellare.
C‘è un trasporto avventuroso dell’animo della protagonista nella vita e nella mente dell’altra persona, sua similare, che fino al doloroso epilogo della vicenda di lei accompagna la sua maturazione ed accettazione consapevole della vita e della morte.
Tornare più volte in certi luoghi dell’adolescenza e ripartire da quei luoghi fisici e della mente cari fin dall’età della fanciullezza – l’albero Oliver da abbracciare affettuosamente, come un carissimo amico, la piccola casetta di campagna riadattata alla meglio e usata più volte come propria abitazione – rifugio da ambedue le amiche in occasioni diverse, hanno un sapore di spontaneità e di sentimenti fanciulleschi che, dopo alterne fasi, si ritrovano poi con pienezza anche in età adulta, mentre con la mente sembriamo immergerci in una visione piacevolmente naturalistica, dal sapore e dall’ambientazione quasi “western”.
Un’opera fatta di lettere, dialoghi interpersonali e riflessioni intime sull’anima propria e dei propri interlocutori, una lettura coinvolgente che all’inizio si presenta come un “giallo” umano ed affettivo ma trova infine una soluzione di catarsi e rigenerazione affettiva, con il ritrovarsi finale delle persone amate nello scenario fisico ed emozionale di tutta l’opera e con l’arrivo in questo scenario di nuova vita che ne eredita ogni dimensione, materiale e sentimentale.
Paolo F. Antinori