marzo 30th, 2011

Dimmi che non è tardi. Anche se il sole è tramontato da un pezzo dietro le colline. Anche se l’umidità si posa sulle nostre schiene ricurve e ci sollecita a rientrare in casa.
Dove sono finiti i tempi in cui si aspettava il calar della notte per iniziare a vivere? Dove sono finite le lunghe attese, quelle che duravano una settimana prima che arrivasse il week end? Quell’età spensierata dove ancora tutto era da scoprire? Dove ci si sapeva sorprendere senza paura di sbagliare.
Quando c’era ancora tempo e si poteva rimandare.
Le stelle illuminano la volta celeste, sono meno lucenti di quel che ricordavo o forse sono solo i miei occhi stanchi. Mi avvicino e poso la mano rugosa sulla tua spalla. Ti volti e mi sorridi. I tuoi occhi sono una fessura, ma ancora riescono a brillare:
- Domani è luna nuova, ricordami di seminare.
Ti prendo la mano e ti invito a seguirmi in casa. Ho sistemato le due sedie a dondolo davanti al camino. Il dottore dice che non fa bene, ma sul tavolo ho preparato due bicchierini con un goccio di rhum. Brindiamo in silenzio mentre i legni scoppiettano nel camino. L’umidità evapora dalle nostre schiene. Il sonno tarda ad arrivare, ma noi non abbiamo più fretta.
Forse per alcune cose è tardi ma noi siamo ancora nel momento.