marzo 2nd, 2011

La primavera lentamente inizia a colorare il paesaggio: i prunus si coprono di fiori e le vie delle città eccole che assumono una colorazione rosa, bianca…
Vivo a Roma, una delle città che vanta il maggior numero di verde e allo stesso tempo anche la capitale della cattiva gestione dello stesso.
Torno sull’argomento, a me caro.
Il verde è abbandonato a se stesso, camminiamo per parchi e ville, transitiamo per vie con i nostri mezzi passando sotto alberi i cui rami spezzati ciondolano per mesi, a volte anni finché esausti non cadono con tonfi a terra. E se va bene il caso vuole che da lì non passi nessuno in quel momento.
Il problema è che spesso non c’è nessun piano regolatore e né c’è stato in passato per quanto riguarda una pianificazione delle piante più adatte da far crescere in parchi pubblici e privati, lungo le strade o i giardini condominiali. L’uomo non pensa mai alle conseguenze delle sue azioni e se per caso poi ce ne saranno ricorre al suo potere quello di decidere su vita e morte di tutto ciò che vive e respira su questo pianeta. Non ha preoccupazioni di alcuna sorte, se ne occupa: con mezzi leciti e non leciti.
Cammino per le vie della città e i miei occhi si posano sugli orrori di potatori pazzi, molto spesso pagati dallo stesso servizio giardini di Roma o da cooperative date in sub appalto che fanno il lavoro a prezzi vantagiosi e che tagliano tutto ma proprio tutto.
Ho parlato con un perito agrario, ho letto articoli su articoli che possono essere tranquillamente scaricati da internet dove vengono bandite forme di potatura che in questa nostra città la fanno tutt’oggi da padrona e che addirittura negli ultimi anni stanno prendendo piede e che vanno oltre il buonsenso, oltre la decenza, oltre la conoscenza. Cose che un giardiniere per svolgere la sua professione dovrebbe sapere.
La Capitozzatura è bandita anche se spesso viene giustificata dicendo che è l’unico modo di mettere in sicurezza una pianta. Cammino per un quartiere periferico di Roma e vedo che platani di oltre venti metri sono stati capitozzati. Parlo con il mio amico perito agrario e mi dice:
“Le capitozzature sono state bandite, ormai da anni, dalle corrette prassi arboricole in quanto sono estremamente dannose perché causano gravi stati patologici da compromettere la vitalità della pianta. Si tratta, quindi, di pratiche colturali assolutamente contrarie alla messa in sicurezza degli alberi.”
Poco più avanti invece noto che su alcuni cedri è passato un giardiniere/parrucchiere che ha deciso di dare un tocco di originalità alla pianta spuntandone tutti i rami, superando la decenza. Perché lo fa? Mi chiedo e ammetto che farei lo stesso io sui suoi arti: inferiori superiori e anche apicali e vediamo poi se ricrescono!!!
Il mio amico perito agrario mi spiega:
“Questi cedri sono stati brutalizzati attraverso la cimatura e la recisione di rami, non solo delle impalcature inferiori, ma anche di rilevanti quote di chioma da un lato, senza criterio alcuno. Si tratta di pratiche colturali gravissime, sia sotto il profilo della sicurezza dell’albero determinando uno squilibrante e destabilizzante sbilanciamento di chioma, sia sotto il profilo della corretta prassi arboricola che vieta tali cimature senza specifiche ragioni (lesioni da fulmine, essiccamento, ecc.) e tali assurde potature che snaturano e deturpano irrimediabilmente detti alberi.”
Ma camminando per le vie della mia città, fra sporadici alberi ancora piccoli e quindi non toccati dai potatori pazzi, e di cui posso godere ancora della loro forma naturale e gustarne i colori primaverili che donano, arrivo ad un giardino i cui pini marittimi hanno perduto la loro peculiarità e sono andati sempre più somigliando a scopettini della tazza del wc.
Lo faccio notare al mio amico e lui alzando le braccia in segno di esasperazione, lui che ama e vive per le piante, lui che ne ha fatto il suo cavallo di battaglia, lui che sono 40 anni che insegna ai ragazzi e si batte per la loro salvaguardia, ha le lacrime agli occhi.
“Lasciare alberi con fusti superiori ai 18 metri, privi di ramificazione anche dove potrebbero esserci è un ledere alla loro stabilità. Negli ultimi anni nella nostra città sono caduti molti pini, questo a causa della potatura forzata che viene data loro. Come detto prima per i cedri, le piante andrebbero pulite del secco, rimondate lasciando la loro chioma ampia e molto più larga di quanto si faccia.”
Prego amici di far girare questo blog, di invitare amici a leggerlo perché l’unico modo che abbiamo per interrompere queste attività di scempio verso gli alberi è la conoscenza come in tutte le cose.
Grazie per l’attenzione
Mariella Musitano